MPS I

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MPS I

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Che cosa è?

La mucopolisaccaridosi tipo I (MPS I) è una malattia rara da accumulo lisosomiale del gruppo delle mucopolisaccaridosi. Esistono 3 varianti di gravità variabile: la sindrome di Hurler, la più grave; la sindrome di Scheie, la più lieve; la sindrome di Hurler-Scheie dal fenotipo intermedio.

Qual è la causa?

La trasmissione è autosomica recessiva.
Questi diversi fenotipi sono dovuti a mutazioni alleliche nel gene dell’alfa-L-iduronidasi (IDUA, situato sul braccio corto del cromosoma 4, 4pl6.3).

Le mutazioni causano un deficit completo dell’enzima in MPS 1-H e una ridotta funzione in MPS 1-S, causando depositi di dermatan solfato (DS) ed eparan solfato (HS) nei lisosomi.

Quali sono i sintomi?

La forma grave della mucopolisaccaridosi tipo I (sindrome di Hurler o MPS 1-H) si manifesta con sintomi come la deformità scheletriche e ritardo nello sviluppo motorio, che inizia intorno ai 6-8 mesi di età.

Altri segni includono opacità corneale, organi ingrossati, problemi cardiaci, statura bassa, ernie, anomalie facciali e crescita di peli eccessiva.
L’esame radiologico dello scheletro evidenzia segni tipici della disostosi multipla.
Dopo i due anni di età, può svilupparsi l’idrocefalo.

Nei pazienti con forma tardiva (sindrome di Scheie o MPS 1-S) che si manifesta in età adulta, la statura è normale e non ci sono grossi problemi cognitivi, ma possono avere rigidità articolari, opacità corneali, sindrome del tunnel carpale e piccole anomalie ossee.
Alcuni possono avere problemi alla valvola aortica.
La compressione del midollo cervicale da infiltrazione dei glicosaminoglicani della dura madre può causare paresi spastica quando
non corretta con non corretta con intervento di neurochirurgia.

I pazienti con la forma intermedia (sindrome di Hurler-Scheie o MPS 1-H/S) hanno un’intelligenza normale o quasi, ma presentano delle disabilità fisiche di grado variabile.

La diagnosi

La diagnosi precoce delle malattie rare come la MPS I è difficile, poichè i primi sintomi sono vaghi, come ernie e infezioni respiratorie.
La diagnosi biologica si basa sul riscontro di un aumento dell’escrezione urinaria di DS e HS e del deficit enzimatico.

E’ fondamentale iniziare la terapia tempestivamente.

La MPS VI è simile alla MPS I, ma non causa mai ritardo mentale.

Anche la MPS II presenta sintomi tipici alla MPS I, ed una malattia recessiva al cromosoma X, caratterizzata da gravi contratture alle articolazioni.

Nelle famiglie dove è stata individuata la mutazione, la diagnosi prenatale si effettua attraverso l’analisi enzimatica e con la caratterizzazione molecolare delle mutazioni.
Stabilire il genotipo in tutti i pazienti è molto importante, in quanto è determinante per la scelta della terapia.

In alcuni pazienti si è dimostrato utile il trapianto di cellule staminali ematopoietiche.
Questo trattamento ha ottenuto dall’UE l’autorizzazione all’immissione in commercio come farmaco orfano nel 2003. Tutti i pazienti, compresi quelli che non hanno ricevuto un trapianto o con trapianto non andato a buon fine, possono ricevere dei benefici significativi dalla terapia di sostituzione enzimatica (ERT).

Il trattamento precoce e somministrato in infusioni settimanali, può rallentare la progressione della malattia, migliorando la funzione polmonare e la mobilità delle articolazioni.
Tuttavia, non risulta efficace su lesioni neurologiche.

Nella sindrome di Scheie, l’aspettativa di vita è normale o lievemente ridotta.
Al contrario, per chi soffre della sindrome di Hurler, il decesso sopraggiunge prima dell’adolescenza.

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