MPS VI

MPS VI

Che cosa è?

La mucopolisaccaridosi tipo 6 (MPS 6) è una malattia da deposito lisosomiale con coinvolgimento multisistemico progressivo, associata al deficit di arilsulfatasi B (ASB), che causa un accumulo di dermatan solfato. La prevalenza alla nascita è compresa tra 1/43.261 e 1/1.505.160 nati vivi.

Qual è la causa?

La malattia è trasmessa come carattere autosomico recessivo ed è causata dalle mutazioni nel gene ARSB, mappato sul cromosoma 5 (5q13-5q14). Sono state descritte più di 130 mutazioni di ARSB, che causano l’assenza o la riduzione dell’attività dell’arisulfatasi (ASB o N­acetilgalattosamina 4-sulfatasi) e la mancata degradazione del dermatan solfato e del condroitin-solfato.

Quali sono i sintomi?

La malattia è caratterizzata da un’ampia gamma di sintomi, con forme a progressione lenta e rapida. La displasia scheletrica, che è caratteristica, si estrinseca con bassa statura, disostosi multipla e artropatia degenerativa. Le forme a progressione rapida possono esordire alla nascita, con un aumento dei livelli dei glicosaminoglicani nelle urine (GAG, di solito> 100 mcg/mg creatinina), lieve disostosi multipla, bassa statura e decesso prima della seconda o della terza decade di vita (IN ASSENZA DI TERAPIA ENZIMATICA). È stata descritta una forma a progressione più lenta ad esordio più tardivo, che presenta un aumento moderato dei glicosaminoglicani (in genere <100 mcg/mg creatinina), lieve disostosi multipla e decesso nella quarta quinta decade di vita (sempre in assenza di terapia).

Possono associarsi altri segni clinici: valvulopatia, riduzione della capacità polmonare, epatosplenomegalia, sinusite, otite media, sordità, apnea durante il sonno, opacità corneale, sindrome del tunnel carpale ed ernia inguinale od ombelicale. Sebbene il deficit cognitivo non sia di solito presente nella MPS 6, i sintomi a carico del sistema nervoso centrale possono comprendere la compressione midollare da instabilità del rachide cervicale, l’ispessimento delle meningi e/o la stenosi del canale midollare, l’idrocefalo comunicante, l’atrofia del nervo ottico e la cecità.

La diagnosi

La diagnosi in genere si basa sul quadro clinico e sulla dimostrazione di un’attività di ASB inferiore al 10% rispetto al normale, nei fibroblasti in coltura o nei leucociti isolati, e sull’evidenza di un’attività normale di un altro enzima della famiglia delle sulfatasi (che esclude la mucosulfatidosi; si veda questo termine). È consistente con la diagnosi l’aumento del dermatan solfato nelle urine, in assenza di eparan solfato. Oltre che con il deficit multiplo di sulfatasi, la diagnosi differenziale si pone con le altre forme di MPS (MPS 1, 2, 4A, 7), la sialidosi e la mucolipidosi.

Prima della commercializzazione della terapia enzimatica sostitutiva (ERT) con galsulfasi, la presa in carico si limitava a un trattamento sintomatico e al trapianto di cellule staminali emopoietiche. La terapia a base di galsulfasi, oggi largamente diffusa, è specifica e permette di migliorare i sintomi della malattia, con un profilo di sicurezza accettabile.

La prognosi è variabile e dipende dall’età di esordio, dalla rapidità della progressione, dall’età in cui si inizia la ERT e dalla qualità della presa in carico.

SOSTIENI LA NOSTRA ASSOCIAZIONE

Fai una cosa da grande: aiuta i bambini a crescere!

error: Contenuto protetto!!