Jessica e i suoi tatuaggi in ALTO MARE

“Ho perso il conto dei miei tatuaggi.
Ho iniziato a 18 anni e da allora non mi sono più fermata, oggi ne ho 33.

Per me i tatuaggi sono un modo per raccontarmi.
Per farmi conoscere e, forse, anche per farmi capire al primo sguardo.

Quando mi guardi non vedi solo me, vedi la mia voglia di farli e la possibilità di poterlo fare. E poi sono anche un modo per portare sempre con me le persone importanti.

I primi tatuaggi che ho fatto sono stati le iniziali di mia sorella e di mio fratello.
L’ultimo, invece, è dedicato al mio dottore, Andrea Bordugo, dell’Ospedale Misericordia di Udine. Per lui, mi sono tatuata un paio di scarpe colorate.

Perché? Perché lui ha sempre delle scarpe orrende! Si veste bene, sportivo-elegante, proprio come piace a me… e poi rovina tutto con le scarpe.
Glielo dico sempre. Lo prendo in giro tutti i giorni.

Adesso che ho appena fatto il tatuaggio non posso fare il bagno.
Ma, a dirla tutta, non lo farei comunque.

Non amo nuotare e ho paura dell’acqua alta.
Però venire qui a Bellaria mi piace.

È un posto comodo per noi, c’è poco da camminare e soprattutto ritrovo tutti i miei “soci”.

Insomma, ci ritroviamo tutti… IN ALTO MARE.

Di Bellaria ho tantissimi ricordi.
Una volta, per esempio, ci siamo ritrovati a fare da traduttori simultanei dal dialetto veneto all’italiano, perché c’era una famiglia che parlava praticamente solo in dialetto. È anche questo il bello di essere qui.

Arrivano persone da tutta Italia: Milano, Ferrara, Terni… E non solo dall’Italia, anche dall’Ucraina e dalla Bielorussia.
Alla fine, siamo una grande famiglia allargata.

Durante queste settimane siamo davvero tutti sulla stessa barca.
Non c’è bisogno di spiegare troppo, perché ci capiamo.
Qui non ci sono differenze, non ci sono discriminazioni.

Ci siamo noi, INSIEME.

P.S. Con me c’è una sola regola, mai toccarmi i capelli!”

error: Contenuto protetto!!